Non è contrario all’ordine pubblico il provvedimento straniero di adozione a favore di una coppia dello stesso sesso

Di CLAUDIA BENANTI -

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La Corte d’appello di Milano con ordinanza del 5 ottobre 2016, depositata nel giugno scorso, ha dichiarato l’efficacia nella Repubblica italiana dell’«order of adoption» pronunciato dalla Surrogate’s Court dello Stato di New York, Contea di New York, U.S.A. Con questo provvedimento era stata pronunciata l’adozione di un minore da parte di una coppia dello stesso sesso, unita in matrimonio, formata da un cittadino italiano naturalizzato americano e da un cittadino americano.

Con l’ordinanza in oggetto, la Corte d’appello di Milano ha disposto la trascrizione in Italia del provvedimento straniero, che produrrà così nel nostro ordinamento i medesimi effetti legittimanti che gli sono propri nell’ordinamento di provenienza. La Corte ha, altresì, ordinato la trascrizione in Italia dell’atto di nascita del minore, al quale è stato attribuito il cognome comune scelto dalla coppia genitoriale.

La decisione della Corte d’appello è stata fondata sulla ritenuta non contrarietà all’ordine pubblico internazionale dell’adozione di un minore a favore di una coppia dello stesso sesso. Al fine del riconoscimento degli effetti di un provvedimento straniero l’ordine pubblico va inteso, infatti, come «complesso di principi fondamentali caratterizzanti l’ordinamento in un dato periodo storico, ma ispirati ad esigenze di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo comuni ai diversi ordinamenti», così come precedentemente affermato da Cass. n. 19599/2016.

Il provvedimento della Corte statunitense è stato di conseguenza ritenuto non in contrasto con detti diritti fondamentali, tenuto conto della tutela del miglior interesse del minore, ormai assurta a clausola generale sia nell’ordinamento interno che in quello internazionale. Nel caso in esame l’interesse del minore consisteva, infatti, nel riconoscimento nel territorio italiano dello status filiationis attribuitogli all’estero e nella tutela dell’identità personale che a quello status si lega.

La Corte d’appello ha negato, in particolare, che possa attribuirsi rilievo costituzionale alla regola secondo cui nel nostro ordinamento l’adozione legittimante può essere pronunciata esclusivamente a favore di una coppia coniugata, formata da due persone di sesso diverso. Questa limitazione si fondava, infatti, sulla differenza tra figli legittimi e naturali e, a seguito dell’unificazione dello stato di figlio, non sarebbe più giustificata.

Con questa pronuncia si conferma l’orientamento giurisprudenziale volto a riconoscere in Italia lo status di figlio di una coppia dello stesso sesso attribuito all’estero, nell’interesse del minore.

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