Fondo patrimoniale e trust aventi ad oggetto i medesimi beni immobili

Di GIULIA SPELTA -

Cass_3_8_2017_19376

La vicenda decisa recentemente dalla Corte di Cassazione appare interessante perché affronta per la prima volta la questione relativa alla qualificazione dei beneficiari di un trust quali litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore dei disponenti.

Nel corso degli anni i giudici sono stati, invece, più volte investiti del quesito circa l’individuazione del soggetto di riferimento per i terzi, sempre propendendo per la tesi secondo cui è il trustee l’unico legittimato passivo, e ciò non in quanto rappresentante legale bensì quale titolare del diritto di proprietà dei beni (per tutte, si vedano Cass. nn. 2043/2017 e 25478/2015).

Il caso in esame trae origine dalla domanda revocatoria avanzata da una banca nei confronti di due coniugi, i quali per far fronte alle esigenze delle figlie minori avevano conferito alcuni beni immobili prima in fondo patrimoniale e, l’anno successivo, in trust, realizzando così un doppio vincolo. L’istituto creditore agisce in giudizio lamentando che unico scopo dei disponenti sia la sottrazione di quei beni alla propria garanzia, e la domanda è accolta nei primi due gradi di giudizio. Nel ricorso in Cassazione i coniugi deducono, tra l’altro, la mancata integrazione del contraddittorio, non avendo la Corte d’appello ordinato la chiamata in giudizio delle figlie e, pertanto, chiedono una pronuncia di nullità dell’intero processo.

Con riguardo alla costituzione del fondo patrimoniale, la Corte ribadisce l’adesione all’orientamento secondo cui la destinazione non incide sulla titolarità dei beni, e dunque le figlie non possono essere considerate litisconsorti necessari. In ordine al trust afferma, poi, che le posizioni dei beneficiari sono assoggettate alla discrezionalità del trustee e precisa che i beneficiari di un trust discrezionale non possono essere qualificati come litisconsorti necessari.

Sulla scia delle sentenze suindicate, i giudici dichiarano, quindi, che unico legittimato passivo (oltre al debitore) è il trustee. I beneficiari, nondimeno, possono intervenire per evitare il pregiudizio dell’azione revocatoria.

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