Questioni in tema di forma del contratto di convivenza

Di Nelson Alberto Cimmino -

L’art. 1, comma 51, della legge 20 maggio 2016, n. 76 indica quale requisito formale ad substantiam del contratto di convivenza l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata da notaio o avvocato. La norma, pur nella sua apparente semplicità e chiarezza, offre all’interprete numerosi spunti di riflessione. In particolare, è lecito chiedersi: le forme previste dalla legge per il contratto di convivenza sono fra loro alternative e del tutto equivalenti? Ancora, che significato bisogna riconoscere alla “attestazione di conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico”? Infine, le coppie la cui convivenza non è iscritta all’anagrafe possono stipulare (ed in che forma) un contratto di convivenza?