Fondo patrimoniale: validità e inefficacia

Di MARIO RENNA -

Cass. 06.02.2018

La Corte di Cassazione, dal combinato disposto degli artt. 167 ss. c.c. e 64 l.f., perimetra l’area dell’efficacia del fondo patrimoniale, confermando le pronunce dei giudici di merito.

Il ricorrente contestava la distorta applicazione delle suindicate norme e il mancato rilievo del dovere morale quale fonte di adempimento della costituzione del fondo patrimoniale.

Le doglianze si appuntavano sull’interpretazione formalista – considerato il solo periodo temporale previsto all’art. 64 l.f. e reputata irrilevante l’estensione del vincolo patrimoniale anche su un appartamento destinato a civile abitazione – data dalla Corte d’Appello di Catanzaro ai fini della declaratoria d’inefficacia del fondo patrimoniale verso la massa dei creditori del ricorrente costituente.

La Corte di Cassazione precisa, invero, che la costituzione del fondo patrimoniale non integra gli estremi dell’adempimento di un dovere giuridico, difettando in tal senso un obbligo legale, configurandosi quale atto a titolo gratuito e, pertanto,. paralizzabile ai sensi dell’art. 64 l.f.

Tuttavia, i giudici di legittimità, rifacendosi alla precedente giurisprudenza della Corte di Cassazione, escludono l’inefficacia dell’atto laddove, oggettivamente e soggettivamente, esso si traduca in adempimento esclusivo di un dovere morale (Cass., n. 19029/2013).

I requisiti oggettivi e soggettivi impedienti l’inefficacia dell’atto costitutivo non risultano qui soddisfatti. L’atto, quindi, risulta pregiudizievole verso i creditori del fallimento.

Infatti, da un lato, poteva considerarsi come i figli della coppia fossero maggiorenni e con autonome attività professionali, dall’altro, non integrava condizione escludente l’inefficacia dell’atto l’aver esteso il vincolo patrimoniale anche su un immobile residenziale, essendo conferiti nel fondo anche ulteriori immobili (terreno edificabile e un intero stabile composto da appartamenti e magazzini).

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