Il Parlamento UE propone di rafforzare la protezione dei minori nelle controversie internazionali in materia di divorzio

Di CLAUDIA BENANTI -

Il Parlamento europeo è stato chiamato di recente ad esprimere un parere sulla proposta della Commissione del 30 giugno 2016, di rifusione del regolamento CE n. 2201/2003 relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale (c.d. regolamento Bruxelles II bis). Questa proposta introduce il riconoscimento automatico di tutte le decisioni degli altri Stati membri dell’UE, abolendo l’exequatur, ossia la procedura in virtù della quale una decisione di un altro Stato deve essere formalmente riconosciuta dallo Stato membro di esecuzione. Inoltre, la proposta chiarisce una serie di questioni in tema di sottrazione internazionale di minori. L’iter di approvazione della proposta prevede la consultazione del Parlamento europeo. In questa occasione il Parlamento ha ritenuto di proporre ulteriori modifiche, volte a rafforzare la tutela dei diritti dei minori durante l’intera procedura di risoluzione delle controversie tra le coppie divorziate.

Secondo le stime della Commissione, ogni anno ci sono, all’interno del territorio dell’UE, circa 140.000 divorzi internazionali e 1.800 casi di sottrazione internazionale di minori. Occorre dettare, quindi, nuove regole che siano adeguate a far fronte all’aumento dei divorzi internazionali e dei casi di sottrazione transfrontaliera di minore all’interno dell’UE.

Al fine di proteggere in modo più efficace i diritti del minore, bisognerebbe garantire che il bambino abbia il diritto di esprimere la propria opinione in modo libero da pressioni, dinanzi ad un esperto appositamente formato.

Se un minore viene sottratto da uno dei genitori all’esercizio della responsabilità genitoriale da parte dell’altro, in un altro Paese dell’Unione europea, la questione dovrebbe essere decisa da giudici esperti in materia di famiglia, per garantire la prevalenza dell’interesse superiore del minore.

Inoltre, bisognerebbe migliorare la condivisione delle informazioni e la cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri.

Sulla base di queste considerazioni, il Parlamento ha approvato il 18 gennaio di quest’anno un parere, che è stato trasmesso al Consiglio, che ha la responsabilità di assumere la decisione finale.

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