La riforma dell’età matrimoniale in Germania

Di FEDERICO AZZARRI -

Con il Gesetz zur Bekämpfung von Kinderehen del 17 luglio 2017, il legislatore tedesco ha riformato le regole in materia di età matrimoniale.

In precedenza, infatti, il § 1303 BGB fissava sì la soglia per contrarre matrimonio alla maggiore età (18 anni), ma al contempo ammetteva (come tutt’ora ammette il nostro sistema) che il tribunale della famiglia potesse concedere una deroga a tale impedimento, là dove il richiedente avesse compiuto sedici anni e il futuro coniuge fosse già maggiorenne. La norma – che nella sua storia ha peraltro ricevuto scarsa applicazione – intendeva essenzialmente consentire alla giovane coppia, che fosse già in attesa di un figlio, di contrarre comunque matrimonio, sul presupposto che per il minore sarebbe stato preferibile venire alla luce ed essere allevato nel contesto di un’unione coniugale; non a caso, la legge sulle unioni civili non conteneva invece una corrispondente disposizione, sebbene tale diversità di trattamento fosse stata stigmatizzata da una parte delle dottrina.

La recente legge è intervenuta su due fronti, quello del diritto privato interno e quello del diritto privato internazionale. Quanto al primo fronte, si è ora stabilito che il matrimonio non può essere concluso prima del compimento della maggiore età, senza che sia più prevista alcuna eccezione (§ 1303 BGB). Diverse sono, tuttavia, le conseguenze della trasgressione del divieto: nel caso in cui uno dei nubendi non abbia ancora compiuto sedici anni, infatti, il matrimonio sarà radicalmente inefficace (§ 1303 BGB), ossia inesistente, mentre qualora il matrimonio sia stato concluso con una persona avente almeno sedici anni, ma non ancora diciotto, lo stesso sarà invalidabile, e dunque provvisoriamente efficace ma impugnabile (1316 BGB), salvo che ricorrano talune eccezionali ipotesi di salvaguardia (§1315 e 1316 BGB). Le nuove regole valgono poi pure con riferimento ai cittadini stranieri: l’art. 13 III EGBGB, infatti, prevede adesso che anche là dove il requisito dell’età matrimoniale sia regolato dal diritto straniero (secondo il principio di cui al primo comma della disposizione), il matrimonio, nell’ordinamento tedesco, sia tuttavia inefficace se al tempo della sua conclusione una delle parti non aveva ancora compiuto sedici anni, oppure invalidabile se, al tempo della sua conclusione, la stessa aveva già compiuto sedici anni, ma non ancora diciotto (sono comunque contemplati alcuni correttivi per le conseguenze che da ciò potrebbero derivare sul piano del diritto d’asilo o del permesso di soggiorno).

Tra i primi commenti alla riforma, si registrano anche alcune critiche, prevalentemente dovute al fatto che le nuove regole tendono ad affermare, in via generale, una insormontabile preclusione verso il matrimonio del minore, escludendo ogni spazio di valutazione, da parte del giudice, circa le ragioni che, nel singolo caso, potrebbero eventualmente giustificare l’insorgere o il mantenimento del vincolo. Lo stesso rimedio dell’“inesistenza”, per il matrimonio del minore infrasedicenne, è apparso mal congegnato, giacché esclude la possibilità di applicare alla fattispecie le norme relative alle sorti del matrimonio invalido, le quali potrebbero pur sempre tutelare il coniuge più debole.

Ciò nondimeno, la scelta del legislatore tedesco trae origine da alcune motivazioni comprensibili e condivisibili, che intendono valorizzare la maturità e la consapevolezza del consenso matrimoniale (un’esigenza che, nella nostra letteratura, è stata posta in luce, ad esempio, da Gilda Ferrando, auspicando così un superamento dell’istituto della dispensa, benché del pari, nel diritto italiano, di non frequente applicazione). In particolare, in Germania, le ragioni che hanno indotto il legislatore ad intervenire sono state di varia natura: anzitutto, la consueta ratio della dispensa appariva ormai superata, sia perché la condizione giuridica dei figli nati fuori dal matrimonio è da tempo parificata a quella dei figli “legittimi”, sia perché non risponde alla moderna sensibilità sociale l’idea che un matrimonio avventato, o non sufficientemente meditato, sia sempre la soluzione preferibile per l’interesse del nascituro. Inoltre, è stato tenuto conto anche dell’alta frequenza di divorzi a cui i matrimoni “anticipati” andavano incontro, nonché del rischio che il minore, nel risolversi a domandare la dispensa, potesse in qualche modo essere influenzato da fattori esterni alla sua volontà. Infine, last but not least, i tragici eventi internazionali, che hanno spinto numerosi rifugiati a cercare riparo in Germania, hanno altresì portato all’attenzione dell’opinione pubblica alcune situazioni inedite e controverse per il diritto matrimoniale tedesco: un certo scalpore, per esempio, era stato suscitato da una decisione dell’Oberlandesgericht di Bamberga che aveva riconosciuto gli effetti di un matrimonio celebrato in Siria (secondo il diritto di quel paese) in cui la sposa, ancora minorenne al suo arrivo in Germania, era una giovane che al tempo delle nozze aveva compiuto solo quattordici anni.

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