Tratti di modernità del diritto successorio catalano  

Di CHIARA CERSOSIMO -

Il diritto di famiglia e il diritto delle successioni costituiscono i due rami del diritto civile in cui si sono storicamente manifestate le maggiori differenze tra il diritto civile catalano e quello spagnolo. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’evoluzione di queste due materie ha seguito percorsi differenti: le disposizioni di diritto di famiglia statale si sono progressivamente avvicinate a quelle del diritto catalano; mentre il diritto successorio ha continuato ad essere disciplinato in maniera distinta nell’uno e nell’altro ordinamento.

La Ley 10/2008 ha approvato il libro IV del Código Civil de Cataluña (CCCat), che ha sostituito il previgente Código de Sucesiones (CS), mantenendone, tuttavia, buona parte della struttura e del contenuto. Il CS era un testo normativo con solo dieci anni di vigenza e di concreta utilità pratica, la cui riforma ha risposto all’esigenza di attualizzarne le disposizioni alle più recenti trasformazioni sociali. Il diritto successorio catalano, oggi vigente, detta una disciplina profondamente moderna e completa della materia, pur cui, anche in ragione del principio di autointegrazione, il ricorso (suppletorio) alle disposizioni del Código civil español appare meramente residuale.

Tra i più significativi tratti di modernità del diritto successorio catalano si segnalano l’ampliamento delle cause di diseredazione dei legittimari, l’istanza di protezione dei testatori più anziani e l’equiparazione, sotto il profilo dei diritti ereditari, del coniuge al convivente stabile.

La ricerca di un punto di equilibrio tra il libero dispiegarsi dell’autonomia privata del disponente e la tutela della solidarietà intergenerazionale caratterizza, da sempre, la disciplina della successione necessaria di ogni ordinamento giuridico. Nell’individuazione delle cause di diseredazione degli eredi necessari, il legislatore può adottare due tecniche opposte ed estreme: la prima, volta ad accogliere incondizionatamente la volontà del de cuius e privare gli aventi causa della quota di riserva e, l’altra, tesa ad individuare cause di diseredazione molto rigide, concretizzantesi in gravissime condotte del legittimario, difficilmente verificabili in concreto. Una via intermedia a queste due contrapposte soluzioni è quella adottata dal CCCat che, senza abbandonare la necessità, ai fini della diseredazione, di un comportamento colposo del legittimario, conferisce alla voluntas testandi ampie possibilità di manifestazione. L’art. 451-17 accanto a cause di diseredazione puntuali e specifiche (indegnità; inadempimento dell’obbligo legale di prestare gli alimenti al de cuius o ai prossimi congiunti; maltrattamenti gravi del de cuius o dei prossimi congiunti; sospensione o privazione della responsabilità genitoriale sul figlio premorto), prevede, alla lettera e), una innovativa causa di privazione della legittima, consistente nell’ausencia manifesta y continuada de relación familiar entre el causante y el legitimario, si es por causa exclusivamente imputable al legitimario. Se da un lato il legislatore catalano consente al testatore di derogare alla solidarietà intergenerazionale, diseredando l’erede necessario, dall’altro richiede che l’assenza manifesta e reiterata di qualsivoglia relazione familiare tra il de cuius e il legittimario sia imputabile esclusivamente a quest’ultimo. Tale norma costituisce un buon esempio di equilibrio tra l’esigenza di tutela della solidarietà intergenerazionale e la necessità di rispettare le ultime volontà del testatore. Il de cuius, infatti, per mettersi al riparo da istanze giudiziali del diseredato volte, dopo l’apertura della successione, a contestare la legittimità della disposizione diseredante, è onerato a precostituire la prova dell’imputabilità esclusiva della condotta in questione al legittimario. In tal modo, si evita, nonostante la genericità della disposizione dell’art. 451-17 lett. e), che suddetta causa di diseredazione si risolva in una mera manifestazione arbitraria della voluntas del testatore.

Sembra, quindi, che in Cataluña la solidarietà familiare e la tutela paternalistica degli eredi necessari siano destinate a retrocedere di fronte alla scelta ragionevole del de cuius di estromettere il legittimario dalla successione necessaria. Il pubblico ufficiale resta, comunque, obbligato ad apprezzare la capacitas testandi del de cuius, la cui età avanzata potrebbe comprometterne la facoltà di discernimento (art. 421-5 CCCat). Per tali ragioni, nell’intento di tutelare il testador vulnerable da eventuali abusi di terzi, in particolare di persone che, negli ultimi anni di vita, si siano prese cura di lui, l’art. 412-3 lett. g) amplia la categoria dei soggetti indegni a succedere e vi ricomprende anche coloro che abbiano indotto il defunto a disporre, revocare o modificare il testamento o gli abbiano impedito di farlo, al fine di trarne un beneficio personale.

L’ultimo aspetto di modernità del CCCat meritevole di menzione inerisce la parificazione, sotto il profilo dei diritti ereditari, della posizione del coniuge a quella del convivente. Il diritto successorio catalano non ricomprende, tra gli eredi necessari del de cuius, il coniuge superstite, a cui, però, conferisce tutela, riconoscendogli il diritto alla c.d. cuarta viudal. Prendendo atto del numero sempre crescente di famiglie extra-matrimoniali, il legislatore ha esteso il derecho a la cuarta viudal anche al convivente en pareja estable. L’art. 452-1 CCCat attribuisce al partner superstite, che non dispone di risorse economiche sufficienti a soddisfare le proprie necessità, il diritto (di credito) ad una somma di denaro, di ammontare non superiore ad un quarto dell’attivo patrimoniale del defunto, previa sottrazione delle liberalità ricevute dal de cuius durante il corso della relazione affettiva. Siffatta previsione normativa, sempre nell’ottica di bilanciare il valore della solidarietà familiare con quello della libertas testandi, conferisce protezione al partner superstite, che, al momento dell’apertura della successione, versi in una situazione economica così drastica da non poter far fronte neanche al proprio mantenimento.

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