Lo stato di adottabilità, la stabilità emotiva del minore e l’inadeguatezza dei nonni materni

Di MARIO RENNA -

Cass. 31 ottobre 2018 n. 27738

La Corte di Cassazione ha riconosciuto l’adottabilità del minore e accertato l’incapacità dei nonni materni a far fronte ai bisogni emotivi del medesimo, poiché inidonei a proteggerlo dalla confusività ed incertezza recate dalle figure genitoriali.

I nonni hanno impugnato la sentenza della Corte d’appello di Milano (n. 17/2017) che confermava l’adottabilità del nipote, a detta dei medesimi ricorrenti, solo sulla scorta della mera constatazione dell’età avanzata dei nonni e delle dimensioni modeste dell’appartamento del quale gli stessi disponevano, e nel quale vivevano, peraltro, anche altri due nipoti con la loro madre. I ricorrenti hanno, quindi, contestato la lesione del diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia di origine, in quanto la dichiarazione dello stato di adottabilità è stata resa sulla base di insufficienti e inattendibili valutazioni degli assistenti sociali e del Tribunale per i minorenni.

La Corte di Cassazione precisa, sin da subito, come la dichiarazione di adottabilità costituisca una extrema ratio, valutando attraverso un giudizio prognostico scevro da pregiudizi la possibilità per i genitori e per i parenti prossimi di poter fronteggiare le emergenze e garantire un sano ed equilibrato sviluppo per il minore (Cass. civ., n. 7559/2018). Viene precisato che un giudizio negativo, cui consegue l’accertamento dello stato di abbandono e la successiva dichiarazione di adottabilità, possa essere formulato soltanto attraverso la considerazione di dati oggettivi e riscontri concreti, quali le osservazioni dei servizi sociali che hanno monitorato l’ambito familiare, o eventualmente il parere di un consulente tecnico (Cass. civ., n. 3915/2018; Cass. civ., n. 4097/2018).

Per la decisione di merito ha pesato lo stato di tossicodipendenza materna e l’assenza della figura paterna (sovente ristretto in carcere). Circa la posizione dei nonni materni, essi sono stati reputati «adeguati sotto il profilo dell’accudimento materiale», mentre non lo sono risultati, invece, per quanto concerne «i bisogni emotivi dei nipoti, non riuscendo, in particolare, a proteggerli dalla confusività e incertezza portata dalle figure genitoriali», anche per la pervicace negazione dello stato di cronica tossicodipendenza della figlia e per il loro «vissuto persecutorio» nei confronti dei servizi sociali.

La Corte di Cassazione ha cassato le doglianze dei ricorrenti fondate su una sterile deduzione di violazione di leggi ed errores in procedendo e, reputando affidante il quadro probatorio e le risultanze precedentemente emerse, ha confermato lo stato di adottabilità.

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