Beni personali dei coniugi ed acquisti per surrogazione. La Suprema Corte al cospetto dell’utilizzo del denaro non tracciato

Di Raffaele Picaro -

Muovendosi nel solco argomentativo espresso dalle Sezioni Unite nella sentenza n. 22755/2009, la Suprema Corte, con l’ordinanza n. 26981/2018, si cimenta con la questione, sovente ricorrente nella pratica, rappresentata dall’utilizzo del denaro non tracciato, appartenente ad uno solo dei coniugi in regime di comunione legale, al fine di pagare il prezzo di un suo acquisto. In maniera significativa in termini di impatto ermeneutico, i giudici di legittimità non attribuiscono rilevanza alla dichiarazione del coniuge non acquirente circa la natura personale del denaro utilizzato per il pagamento del prezzo dell’acquisto da parte del coniuge acquirente, poiché tale dichiarazione non può ritenersi identificativa di un fatto né può qualificarsi come vincolante per l’interprete.