Separazione personale dei coniugi e collocamento degli animali domestici

Di MARIO RENNA -

Trib. Sciacca_19.02.2019

L’affezione per gli animali domestici e il benessere animale costituiscono due criteri regolatori dei rapporti personali a seguito della crisi del matrimonio. Il decreto del Tribunale di Sciacca valorizza il sentimento per gli animali e la preservazione del benessere di questi ultimi e dispone misure di affido che contemperano i diritti in gioco.

L’affidamento del felino viene disposto in modo esclusivo a favore di uno dei due coniugi, poiché questi appare “assicurare il miglior sviluppo possibile dell’identità dell’animale”. L’affidamento esclusivo viene disposto dopo aver messo al centro l’interesse del soggetto affidato: per regolare l’assegnazione degli animali domestici si è proceduto, invero, attraverso una traslazione delle regole contenute agli artt. 337-ter e 337-quater c.c. in tema di affidamento dei figli.

Ciò è comprovato, inoltre, dalla disposizione di affido condiviso, a settimane alterne, riguardante il cane della coppia. In questo caso, il sentimento per l’animale e la salvaguardia del suo benessere hanno trovato una sintesi feconda nell’affidamento congiunto. Il provvedimento, infatti, viene emesso a prescindere «dall’eventuale intestazione risultante nel microchip».

In assenza di una precisa disposizione legislativa, la decisione del Tribunale di Sciacca invita a meditare sulla rilevanza del legame tra membri della coppia e animali domestici e sui risvolti che esso assume in caso di regolazione giudiziale dei rapporti per separazione personale.

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