Non c’è violazione dell’art. 8 CEDU se un cittadino marocchino vissuto per vent’anni in Italia viene espulso in ragione della sua pericolosità sociale

Di CLAUDIA BENANTI -

CEDU 14.02.2019_AFFAIRE NARJIS c. ITALIE

Nella causa Narjis c. Italia la Corte EDU ha escluso, all’unanimità, la sussistenza di una violazione dell’art. 8 (diritto alla vita privata) della Convenzione EDU.

Il caso riguardava il rifiuto delle autorità italiane di rinnovare il permesso di soggiorno ad un cittadino marocchino che pure aveva vissuto in Italia per vent’anni, in ragione della sua pericolosità sociale, ed il conseguente provvedimento di espulsione del medesimo verso il Marocco.

La Corte ha deciso di esaminare il ricorso del sig. Narjis sotto il profilo della violazione del diritto alla vita “privata” anziché del diritto alla vita “familiare”, pure tutelato dall’art. 8, sulla base della motivazione che la sua situazione non integrasse la nozione di «vita familiare». Si trattava, infatti, di un soggetto adulto dell’età di trentanove anni, non sposato e senza figli, il quale non aveva specifici legami di dipendenza economica con i suoi parenti che vivevano in Italia (madre, sorelle e fratello), i quali pure erano tutti adulti.

La Corte ha ritenuto che i giudici italiani – i quali avevano fatto specificamente riferimento all’art. 8 della Convenzione EDU – abbiano fatto corretta applicazione dei criteri indicati dalla Corte medesima, prendendo in considerazione tutte le circostanze rilevanti nel comparare l’interesse del sig. Narjis alla sua vita privata con l’interesse statale alla tutela dell’ordine pubblico.

In particolare, essa ha osservato che, in ragione dei precedenti penali del richiedente, del fatto che egli facesse uso abituale di droghe e della sua apparente incapacità di integrarsi nel mondo del lavoro, le autorità italiane avevano avuto fondati motivi per dubitare della solidità dei suoi legami socio-culturali con il Paese ospitante.

SCARICA DOCUMENTO PDF
Tag:, , , , , , ,