Il riconoscimento dell’adozione legittimante di una coppia dello stesso sesso alla prova dell’ordine pubblico

Di CHIARA FAVILLI -

Cass. ord. n. 29071_2019

Il recente intervento nomofilattico delle Sezioni Unite, volto a ricomporre il contrasto relativo alla nozione di ordine pubblico da impiegare ai fini del riconoscimento di atti e provvedimenti stranieri (Cass., n. 12193/2019), non ha dissipato tutti i dubbi che sono destinati ad accompagnare il vaglio di compatibilità con il sistema, ove da esso dipenda la conservazione dello stato di figlio acquisito all’estero.

Nell’ordinanza interlocutoria n. 29071/2019, infatti, la prima sezione civile della Cassazione identifica una nuova questione di massima di particolare importanza da sottoporre alle Sezioni Unite a proposito dell’efficacia interna da attribuire ad un Order of adoption di un minore, emanato nello Stato di New York a favore di una coppia omosessuale. Invero, la Corte d’Appello di Milano aveva riconosciuto il provvedimento di adozione legittimante e l’atto di nascita, considerando superato il limite dell’ordine pubblico in virtù del superiore interesse del minore a mantenere lo stato di figlio e a vedere tutelata la propria identità personale, e, pertanto, aveva ordinato all’ufficiale di stato civile di procedere alla trascrizione. Il ricorso viene, tuttavia, proposto dal Sindaco del Comune richiesto, il quale ritiene la trascrizione contraria all’ordine pubblico (artt. 64 e 66, l. n. 218/1995), adducendo come argomento centrale la regola secondo la quale l’adozione legittimante è riservata alle coppie unite in matrimonio e conseguentemente alle coppie eterosessuali, regola contenuta nella l. n. 184/1983 e ritenuta dotata di rilevanza costituzionale.

A favore del riconoscimento, infatti, non potrebbe richiamarsi il precedente relativo all’adozione legittimante c.d. incrociata a favore di una coppia di donne (Cass., n. 14007/2018), posto che in quel caso sussiste il legame biologico con uno dei genitori e il riconoscimento si fonda sulla nozione di ordine pubblico adottata da Cass. n. 19599/2016. Dopo Cass. n. 12193/2019, infatti, la nozione di ordine pubblico va ricostruita, sia pure nella sua relatività e dinamismo, alla luce dei principi fondamentali della Costituzione, di quelli consacrati nelle fonti internazionali e sovranazionali, del modo in cui gli stessi si sono incarnati nella disciplina ordinaria dei singoli istituti, nonché dell’interpretazione offerta dalla giurisprudenza costituzionale e ordinaria. Il dilemma pertanto deriva, da un lato, dal comma 20 dell’art. 1 della l. n. 76/2016 che ha escluso l’accesso delle coppie unite civilmente all’adozione legittimante e, da un altro lato, dalla contrarietà all’ordine pubblico della trascrizione dell’atto di nascita in favore del genitore sociale del nato da gestazione per altri, sancita da Cass. n. 12193/2019. Nel caso di specie, invece, si tratta di riconoscere un provvedimento che ha creato lo stato di figlio in assenza di un legame genetico con i genitori, e non di consolidare il legame con il partner del genitore biologico, esigenza per la quale l’adozione in casi particolari rappresenta il percorso idoneo a garantire il bilanciamento tra l’interesse del minore e l’interesse pubblico. Occorre stabilire, pertanto, se la previsione del comma 20 sia espressione di principi e valori fondamentali ed irrinunciabili fondanti il nostro ordinamento, e come considerare l’interesse del minore.

Invero, la questione era già stata affrontata con decr. 8.3.2017 dal Tribunale per i Minorenni di Firenze, il quale aveva accolto la richiesta di trascrizione, adducendo l’impossibilità di rifarsi alla nozione di ordine pubblico per giustificare discriminazioni nei confronti dei minori perchè l’omosessualità dei genitori osta al matrimonio in Italia e conseguentemente all’adozione. Fondamentale in quel caso è la circostanza, comune alla fattispecie in esame, che i genitori fossero da tempo residenti all’estero e che chiedessero il riconoscimento di un rapporto nato e consolidato in un paese straniero, non già la ratifica di uno stratagemma escogitato per aggirare il limite interno. Semmai, la valutazione di compatibilità appare più insidiosa circa i presupposti per l’adottabilità, ove si ritengano coinvolti, posto che ci troviamo davanti ad un’adozione pronunciata, non in virtù di una situazione di abbandono, ma del mero consenso dei genitori biologici.

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