Affido della figlia VS libertà personale e domiciliare paterna

Di MARIO RENNA -

Cass. civ. ord. 4258_2020

Il caso risolto dalla Corte di Cassazione concerneva la pretesa paterna di rivedere le condizioni dell’affido della figlia minore, così come disposte dalle Corti di merito. L’affido condiviso veniva accompagnato dalla prescrizione della residenza prevalente presso la casa materna. La permanenza della figlia con il padre avveniva, effettivamente, in un immobile locato dalla madre, proprio per consentire alla ragazza di frequentare il padre nei giorni previsti dal decreto della Corte d’Appello di Venezia. Tale soluzione era ispirata dal contemperamento delle esigenze lavorative materne e dalla inoccupazione del padre, il quale «non subirebbe alcun nocumento esistenziale o economico dal trasferimento della figlia a […] potendo disporre dell’abitazione che la signora si è impegnata a prendere in locazione e a mettere a sua disposizione».

Con il ricorso in Cassazione, tuttavia, si contestava la violazione dell’art. 337-bis c.c., nonché: a) dell’art. 13 della Costituzione; b) dell’art. 13 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo; c) della CEDU, poiché la possibilità di frequentazione della figlia era subordinata ad una domiciliazione coatta.

Diritti fondamentali della figlia e libertà inviolabili individuali venivano, quindi, a fronteggiarsi. Occorreva conciliare, da un lato, il diritto a frequentare entrambi i genitori al fine di una crescita armonica ed equilibrata; dall’altro, la libertà individuale personale (e di circolazione) e di scelta del domicilio rispetto anche al dovere di esercitare la responsabilità genitoriale.

Il perseguimento del best interest of the child ha portato i giudici di legittimità a considerare non censurabile la soluzione di affido decisa nei gradi di giudizio precedenti, in quanto rispondente al miglior interesse del minore. La collocazione disposta dai giudizi lagunari è apparsa idonea a garantire la minore compressione possibile per le esigenze dei genitori e la possibilità per la ragazza di un rapporto significativo e costante con ambedue i genitori.

La salvaguardia della libertà personale e domiciliare individuale non è risultata compromessa dalle misure di affido, in quanto il sacrificio imposto è risultato proporzionato e necessario ad assicurare la primazia degli interessi della figlia. Sebbene non sia stata evidenziata alcuna lesione delle libertà fondamentali del padre, il provvedimento di affido rimane incoercibile, per cui, in caso di inottemperanza paterna, e salvo revisioni del collocamento, si imporrà la stabile residenza della figlia con la madre.

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