I rapporti con gli ascendenti e la tutela del minore

Di MARIO RENNA -

Cass. 9145_2020

La Corte di Cassazione si pronuncia sull’ampiezza e sui limiti del diritto degli ascendenti di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni, così come previsto dall’art. 317-bis c.c. I giudici di merito, sulla scorta di una accesa conflittualità tra l’ascendente e i genitori, avevano delineato la portata recessiva del predetto diritto del nonno rispetto al diritto delle minori di crescere in modo sano ed equilibrato: il conflitto tra i diritti relazionali veniva ricomposto attraverso una marginale quantificazione (dieci ore per il sabato finale di ogni mese) della presenza dell’ascendente nella vita delle minori, stante appunto l’infruttuosa collaborazione del nonno con i genitori tenuti all’adempimento degli obblighi educativi e formativi.

Merita particolare considerazione la asserita violazione dell’art. 315-bis c.c. e dell’art. 317-bis c.c., costituente autonomo motivo di ricorso: per il ricorrente, infatti, la Corte d’Appello di Roma non aveva correttamente tenuto conto dell’assistenza prestata alle minori nello studio e della disponibilità a seguirle nelle attività sportive, ludiche e relazionali, pur essendo innegabile una situazione conflittuale tra il ricorrente medesimo e i genitori delle minori.

I giudici di legittimità hanno respinto tale motivo di ricorso, oltre agli altri cinque con cui veniva articolata l’impugnazione, decretandone l’infondatezza. Avvalendosi del richiamo alla precedente giurisprudenza – Cass. civ, sez. I, 25 luglio 2018, n. 19779 e Cass. civ., sez. I, 12 giugno 2018, n. 15238 – è stato ricordato che il diritto degli ascendenti riconosciuto dall’art. 317-bis c.c. non è incondizionato, bensì subordinato all’interesse del minore, potendo, quindi, essere legittimamente escluso o limitato qualora non risulti funzionale a una crescita sana ed equilibrata del minore. Nel caso di specie, l’inasprimento della conflittualità tra l’ascendente e i genitori delle minori aveva generato in queste ultime “una tensione tra la lealtà nei confronti della coppia genitoriale ed il legame affettivo con il nonno”, foriera di un disagio psicologico pregiudizievole per il loro sano sviluppo.

La Corte di Cassazione ha quindi reputato incensurabile il bilanciamento e i provvedimenti adottati dal giudice di prime cure e confermati nel secondo grado di giudizio, conferendo primazia al diritto del minore di crescere in modo sano ed equilibrato e comprimendo, di conseguenza, il diritto riconosciuto ex art. 317-bis c.c. Ricorda, infine, la Corte di Cassazione che le condotte genitoriali ostative all’instaurazione di un rapporto fecondo e continuativo tra i figli e gli ascendenti possono condurre all’adozione di misure incidenti sulla responsabilità genitoriale che, tuttavia, non devono essere assunte in modo astratto, bensì calibrate sul best interest of the child.

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