La tutela del minore nell’interruzione del rapporto con il genitore sociale

Di ALFIO GUIDO GRASSO -

 Corte EDU_AFFAIRE HONNER c. FRANCE 

Due donne francesi, legate da un rapporto di convivenza, ricorrono in Belgio alle tecniche di PMA, all’esito delle quali nasce un bambino, che fino all’età di quattro anni e mezzo viene cresciuto e allevato da entrambe. Subentrata la crisi, la madre sociale, nonostante l’opposizione della madre biologica, ottiene dal giudice, ai sensi all’articolo 371-4 del Code civil, il diritto di fare regolarmente visita al minore e di ospitarlo in casa per i fine settimana e per parte delle vacanze estive. Tuttavia tali diritti sono negati dal giudice di seconde cure, che considera contrario all’interesse del minore la prosecuzione della relazione con la madre sociale: la Corte EDU si trova a valutare se tale rifiuto sia conforme alle garanzie di cui all’art. 8 CEDU.

I giudici europei, precisando innanzitutto i confini giuridici della fattispecie, considerano indiscusso che fra la madre sociale e il bambino si fosse realmente costituito un legame affettivo protetto dal diritto alla vita familiare: la Corte di Strasburgo ritiene pertanto applicabile l’orientamento consolidato per il quale il diritto ex art. 8 non riguarda solo le unioni fondate su un formale titolo giuridico, bensì anche i legami familiari di fatto. Si nega tuttavia che la prosecuzione dei rapporti sia stata ostacolata o impedita direttamente da una ingerenza dell’autorità giudiziaria: secondo i giudici europei, piuttosto, nella vicenda in esame, a differenza di altre oggetto di precedenti pronunce (Moretti e Benedetti c. Italia e V.D. e altri c. Russia), la rottura dei rapporti tra genitore sociale e minore non sarebbe conseguenza dell’intervento delle autorità pubbliche, quanto piuttosto della separazione intervenuta tra la ricorrente e la madre biologica, e, in particolare, dell’esasperata conflittualità della loro relazione, che avrebbe indotto nel minore il rifiuto di trascorrere del tempo con la madre sociale. Esclusa la possibilità di fissare i termini del rapporto in un modo diverso, che tutelasse la condizione del figlio, con il provvedimento con cui disponeva l’interruzione del diritto di visita il giudice avrebbe adottato l’unica soluzione compatibile con l’interesse superiore del minore.

La pronuncia in esame conferma il rilievo che assume nella giurisprudenza della Corte EDU la valutazione dell’interesse concreto del singolo minore, la cui considerazione può giungere fino a ritenere legittima l’esclusione di una figura, come quella della convivente della madre biologica, che ha rivestito un ruolo alquanto significativo per la sua crescita nei primi anni di vita. Rimane aperto il problema della vulnerabilità della posizione del genitore sociale che, in assenza di un riconoscimento giuridico del proprio status, può essere agevolmente escluso dalla vita del minore se la relazione con l’ex convivente risulta essere fonte di ulteriore stress.

La pronuncia può essere visionata anche al seguente link: http://hudoc.echr.coe.int/fre?i=001-205800

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