La prova nel giudizio di annullamento del testamento per dolo: il semplice atteggiamento di piaggeria e affettuosità non è sufficiente
Cass. 11.04.2017 n. 9309 Tizio, lontano parente del testatore, riesce a farsi nominare erede da quest’ultimo nel suo testamento, sebbene non avessero rapporti da lungo tempo e fossero stati addirittura in contrasto in passato. Caio, ritenendo che Tizio abbia approfittato della malattia del de cuius, oramai ultranovantenne e incapace di intendere e di volere, si rivolge al Tribunale per chiedere l’annullamento del testamento per dolo, poiché, a suo dire, Tizio avrebbe manipolato l’anziano. Il giudice del primo grado rigetta la domanda; così come la Corte d’appello, adita in seguito al ricorso di Caio, il quale, nonostante due giudizi sfavorevoli, propone anche ricors. . .
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