La sorte delle attribuzioni patrimoniali nelle convivenze more uxorio, tra disciplina dell’obbligazione naturale e arricchimento senza causa
Cass. civ. 31.08.2018 Tizio e Tizia iniziano una convivenza more uxorio ed eleggono a comune residenza l’immobile di cui Tizia è piena ed esclusiva proprietaria. Ai fini di una migliore fruizione dello stesso per le esigenze della coppia e del figlio minore della medesima, Tizio provvede ad un consistente esborso di denaro (nella misura di euro 51.645,69), così sostenendo le spese di ristrutturazione dell’appartamento. Il ménage familiare cessa dopo breve tempo; Tizio stabilisce altrove la propria residenza e Tizia continua a vivere, con il figlio, nell’appartamento di cui è esclusiva proprietaria. Sorge, così, la pretesa di Tizio alla rifusione di quanto versato per le spese di r. . .
ACCEDI
Se sei già abbonato/registrato inserisci le tue credenziali.
Non sei abbonato? Scopri Familia Password dimenticata? Recupera password Registrati per vedere in anteprima i contenuti.

