Recensione. MURGA FERNÁNDEZ, Juan Pablo, I sistemi europei di liquidazione dei debiti ereditari, Aranzadi Thomson-Reuters

Di ILARIA AMELIA CAGGIANO -

L’opera di Juan Pablo Murga Fernández, edita per i tipi della Aranzadi Thomson-Reuters (Collana di monografie di diritto civile), è un’interessante e approfondita analisi dei principali modelli di sistemazione e liquidazione del passivo ereditario a livello europeo, finalizzata all’individuazione di un modello efficiente per il soddisfacimento dei diversi interessi concorrenti, nella prospettiva di una riforma del sistema spagnolo.

L’opera si caratterizza per una lucida analisi degli istituti di diritto civile unita allo scrutinio del comparatista serio che analizza le fonti originali con competenza linguistica ed interpretativa.

Le finalità del lavoro valorizzano la funzione attiva dell’accademia nel ruolo di ausilio rispetto al legislatore.

L’analisi è improntata al rigore metodologico, sia con riguardo al metodo critico sia comparativo, come dimostra l’analisi attenta della prassi negoziale e giurisprudenziale.

L’opera inizia con un ragionato quadro descrittivo dei debiti ereditari, la nozione stessa di “debito ereditario” e i diversi interessi in gioco rilevanti (dell’erede, dei creditori dell’eredità e dei creditori personali dell’erede) per configurare il sistema di liquidazione ritenuto più efficiente.  Seguono due parti, di comparazione sincronica, sui sistemi di liquidazione anglosassone, di cui il diritto inglese viene analizzato come modello paradigmatico, e sistemi di liquidazione continentale secondo i diritti tedesco, francese e italiano, completati da un esercizio di comparazione diacronica con la illustrazione della liquidazione dei debiti ereditari nel diritto romano. Infine, vengono proposte alcune conclusioni di sintesi volte alla individuazione dei pilastri essenziali che definiscono i sistemi di liquidazione dei debiti ereditati presi in considerazione e vengono specificate le caratteristiche generali che la futura legge di successione spagnola dovrebbe seguire in caso di una possibile riforma.

Si apprezza il metodo d’indagine in cui, all’analisi di ciascun sistema segue una riflessione critica sui suoi principali “effetti” e “difetti”, da un punto di vista non solo dogmatico, ma anche applicativo.

L’opera si presenta ben strutturata e argomentata con un’individuazione attenta dei criteri di comparazione, analizzati puntualmente nei diversi sistemi: confusione/separazione dei patrimoni, liquidazione effettuata dall’erede o da una terza parte indipendente, responsabilità limitata o illimitata del liquidatore dell’eredità, liquidazione dell’eredità con supervisione giudiziaria o conferimento della piena autonomia al liquidatore, ordine dei creditori e legatari. A tali criteri accedono i due principali modelli di liquidazione a livello europeo (non più di Unione europea): il modello anglosassone di successione nei beni o liquidazione separata dei debiti (o più in generale dell’asse ereditario) e il modello continentale dove la regola è la confusione del patrimonio del de cuius con quello dei suoi eredi. All’interno dei sistemi continentali l’a. analizza i due principali modelli: il sistema germanico e i sistemi caratterizzati dal principio del beneficio di inventario e separazione patrimoniale.

Del modello anglosassone, che impone la liquidazione separata dell’eredità per mano di un liquidatore che può essere il beneficiary della successione (o il suo personal representative) ma il cui patrimonio resta separato – salve eccezioni – da quello del de cuius, viene contestata la communis opinio che lo riterrebbe un sistema di maggiore protezione per i creditori dell’eredità. Tale considerazione viene confutata sulla base di una serie di rilievi: la non estraneità del liquidatore all’eredità, poiché di solito coincide con la persona del beneficiario (beneficiary); l’assenza di una supervisione giudiziaria costante nel processo di liquidazione (nemmeno nel caso di successioni incapienti, se il personal representative lo decide); la costosità del sistema in termini temporali e quantitavi, per le numerose attività da compiere; la rigidità del sistema, che non offre la possibilità di ricorrere sia alla confusione patrimoniale che alla liquidazione separata dei debiti dell’eredità quando il beneficiario (beneficiary) lo desidera. L’autore conclude, in proposito, che si tratta di un modello adeguato solo a situazioni eccezionali: eredità grandi e complesse e nei casi in cui vi siano gravi rischi di insolvenza dell’asse ereditario.

Il modello continentale, da parte sua, comporta la confusione dei patrimoni e la correlata liquidazione integrata dei debiti ereditari come regola generale, sebbene consenta di operare una separazione dei patrimoni e una liquidazione indipendente quando l’erede, o i creditori dell’eredità, lo richiedano. A liquidare l’eredità è l’erede stesso e, in casi ordinari, non vi è alcuna supervisione giudiziaria del processo di liquidazione. Le due grandi varianti dei sistemi continentali presentano anch’esse criticità.

Nel sistema tedesco del BGB[1], la separazione patrimoniale e la liquidazione separata, articolata attraverso meccanismi comuni per eredi e creditori dell’eredità governati da un groviglio di regole complesse (il Nachlassverwaltung, per le eredità solventi e il Nachlassinsolvenz, per eredità insolventi), è molto costosa e articolata proceduralmente per l’erede che, per ottenere la liquidazione in regime di separazione, deve rinunciare al possesso, all’amministrazione e alla disposizione dei beni ereditari, che sono assegnati ad un curatore indipendente nominato dal giudice. L’analisi casistica condotta nel libro dimostra che le procedure di separazione patrimoniale sono utilizzate raramente nella pratica.

I sistemi, più fedeli al modello romano (come Francia e Italia), partendo dalla regola della confusione patrimoniale (accettazione pura e semplice dell’eredità), articolano i meccanismi del beneficio d’inventario e della separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede.

L’istituto del beneficio d’inventario, secondo l’a., consente la separazione dei beni al minor costo possibile: l’erede conserva il possesso e la disponibilità dell’asse ereditario, ne è il suo amministratore e liquidatore naturale e limita la sua responsabilità per i debiti ereditari; i creditori, dal canto loro, sono posti in grado di conoscere l’effettiva consistenza dell’asse ereditario e di assicurarne l’integrità. Tuttavia, sovente mancano regole precise in merito alle procedure di liquidazione dei debiti, per il pagamento dei medesimi, che varino a seconda della capienza o meno dell’asse ereditario, ovvero della sua idoneità a coprire tutti i debiti caduti in successione.

L’istituto della separazione dei beni del defunto da quelli dell’erede, ispirato alla separatio bonorum romana, come noto, non provoca una separazione delle attività, ma si limita a garantire la preferenza dei creditori ereditari e dei legatari, determinando la creazione di una vera e propria garanzia del credito con efficacia reale, essenzialmente nel caso di beni immobili, dopo la sua tempestiva iscrizione nel registro immobiliare. La confusione del patrimonio del de cuius con quello dell’erede viene mantenuta e il liquidatore dell’eredità rimane l’erede stesso.

Ne consegue che tali sistemi hanno un carattere tipicamente protettivo degli eredi, per limitare la loro responsabilità, la liquidazione separata può essere realizzata solo su iniziativa degli eredi, non anche quando siano presenti molte passività per le quali sarebbe opportuno procedere ad una liquidazione separata dei debiti dell’eredità su iniziativa ed a tutela dei soggetti maggiormente interessati alla realizzazione del credito, ovvero i creditori dell’eredità. Né a significativi miglioramenti, a parere dell’a., pare essere pervenuto il diritto francese pur nel quadro della recente riforma in materia di liquidazione dei debiti ereditari.

Chiara e dettagliata è la pars construens dell’opera, dettata in una prospettiva de iure condendo, con alcune ‘linee guida’ che l’a. ritiene dovrebbero informare un adeguato sistema successorio senza optare in via esclusiva per alcuno dei modelli positivi esistenti in Europa.

Secondo l’a., per l’ordinamento spagnolo, un sistema appropriato dovrebbe prevedere:

1º) la confusione patrimoniale e la liquidazione dei debiti ereditari come default rule per situazioni ordinarie, di eredità solventi e non eccessivamente complesse: è l’opzione meno costosa, più naturale e più semplice.

2º) In ogni caso, dovrebbe essere offerta in alternativa una liquidazione separata dell’eredità, che sia alla portata degli eredi e dei creditori dell’eredità, secondo due varianti: quella effettuata dall’erede stesso (l’esempio paradigmatico sarebbe il beneficio d’inventario), o quella effettuata da un terzo amministratore al di fuori dell’eredità (in una prospettiva vicina al modello tedesco)[2]. Entrambe le modalità di liquidazione separata dovrebbero poter essere attivate da eredi e creditori dell’eredità.

3º) La procedura in cui l’erede stesso è il liquidatore deve essere resa possibile con la massima flessibilità ma con chiari obblighi amministrativi a suo carico. Il sistema anglosassone mostra che una liquidazione rimessa al beneficiario dell’eredità è perfettamente possibile, senza la necessità di imporre richieste e formalità eccessive. Inoltre, in molti casi, la redazione di un inventario non dovrebbe nemmeno essere obbligatoria (non è prevista dalla legge inglese), ad eccezione di quando sia richiesto dai creditori dell’eredità o dai legatari.

4) La supervisione giudiziaria della liquidazione, nonché la nomina di un curatore indipendente incaricato della gestione separata dell’eredità dovrebbero essere sempre opzioni possibili (non imposizioni ex lege), particolarmente utili per i creditori dell’eredità.

5º) In ogni caso, la liquidazione dovrebbe essere presieduta da semplici regole sull’ordine dei pagamenti da seguire. Ciò costituirà una nuova garanzia essenziale per i creditori dell’eredità e promuoverà una maggiore fiducia da parte di questi ultimi in merito alla liquidazione ereditaria effettuata dall’erede.

6º) In caso di insolvenza manifesta dell’asse, deve essere prevista una liquidazione di tipo concorsuale/fallimentare che garantisca la par condicio creditorum tra i creditori concorrenti. Tuttavia, sarebbe consigliabile che come la liquidazione “ordinaria”, questa liquidazione concorsuale sia assistita da semplici regole incluse nella regolamentazione della liquidazione dei debiti ereditari. Ciò eviterebbe l’insoddisfacente rinvio alla legislazione concorsuale/fallimentare ideata per situazioni di insolvenza di imprenditori e società commerciali.

7º) Infine, in caso di particolari situazioni di comunione ereditaria, il modello tedesco sarebbe il più adatto: liquidazione separata dei debiti mentre dura la situazione di comunione ereditaria, insieme a responsabilità solidale per gli eredi.

L’opera del dott. Murga Fernandez, che colma una lacuna nella recente letteratura comparatistica in merito ad un argomento centrale nel diritto successorio consente di comprendere e meglio avvicinarsi – con l’occhio della comparazione – ad un modello possibile di soluzioni efficaci per la protezione di tutti gli interessi coinvolti, con particolare riguardo all’ordinamento spagnolo.

Il diritto comparato insegna come i modelli e le scelte di diritto positivo non siano mai facilmente esportabili da un ordinamento ad un altro, anche quando questi ultimi siano legati da affinità o caratteristiche simili, pertanto l’approccio del bel lavoro di Juan Pablo Murga Fernandez merita nota e apprezzamento per la scelta di individuare soluzioni applicative non rigide ma in cui ciascuna opzione ha in sé il portato dell’esperienza degli ordinamenti analizzati, sul piano della migliore soddisfazione degli interessi coinvolti, rapportata poi a singole e specifiche situazioni concrete, e si presta all’attenzione dei legislatori, quale matrice di possibili scelte ordinamentali anche prese singolarmente.

[1] Il CC svizzero segue essenzialmente il modello tedesco.

[2] L’autore sottolinea che il CC austriaco (ABGB) presenta un modello interessante, in cui è regolato il beneficio dell’inventario, insieme a modalità di amministrazione separata simili alle Nachalassverwaltung e Nachlassinsolvenz tedesche; tuttavia, presenta un elemento in qualche modo distorto come l’intervento giudiziario obbligatorio in tutti i casi, poiché l’eredità è accettata dall’erede ed è sorvegliata dal tribunale responsabile della successione.

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