Affidamento condiviso e tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore

Di MAURIZIO BRUNO -

Cass. civ., sez. I, ord. 16 giugno 2021, n. 17221

Con la pronuncia in commento, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un padre separato che rivendicava periodi paritari di permanenza dei figli presso ciascun genitore.

La questione nasceva dal fatto che la Corte d’appello di Torino, pur ampliando i tempi di frequentazione tra padre e figli durante il periodo estivo, tuttavia non aveva accolto il ricorso presentato dal padre per riconoscere l’esatta parificazione temporale della permanenza presso entrambi i genitori; fatto che, peraltro, incideva anche sul mantenimento laddove, sussistendo eguali periodi di frequentazione, ciascun genitore avrebbe sostenuto eguali oneri per i figli con riferimento al periodo di propria spettanza.

La Suprema Corte, rifacendosi a precedenti pronunce in materia (Cass. civ., nn. 19323/2020 e 9764/2019), rileva come il regime dell’affidamento condiviso – seppur orientato alla tutela dell’interesse materiale e morale dei figli, così come statuisce la legge – debba sì permettere una frequentazione “paritaria” tra genitori e figli, ma dovendosi avere riguardo all’interesse della prole, è facoltà del giudice individuare una regolamentazione dei tempi che si discosti dal principio teorico e che persegua esclusivamente il benessere della prole.

In sostanza, dunque, non si può dar corso, così come teoricamente farebbe ipotizzare l’idea di un affidamento “condiviso”, ad una parificazione dei tempi di permanenza con entrambi i genitori, ma è il giudice che, attraverso una valutazione ponderata, deve tutelare l’interesse dei figli, la loro stabilità, il loro benessere ed una crescita serena degli stessi. In conclusione, nel caso di specie, il giudice – pur potendo riconoscere a favore del padre un più ampio diritto di visita dei figli – non può accogliere la richiesta di collocamento alternato dei ragazzi, con eguali tempi di permanenza presso ciascun genitore, in quanto ciò di fatto non corrisponde all’interesse dei minori; tanto più che, nel caso in esame, si tratta di adolescenti.

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